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CENNI STORICI SU OTTONE

Il visitatore che giunge per la prima volta ad Ottone si rende subito conto di trovarsi in un luogo suggestivo dal punto di vista naturalistico: le montagne che lo circondano, ricche di boschi e il fiume Trebbia, dalle acque cristalline gli conferiscono l'aspetto del tipico paesaggio appenninico. Il paese sorge a  492 m. sul livello del mare e dista 74 km. da Piacenza e 69 km. da Genova. Pur trovandosi sull'importante arteria stradale che collega Genova a Piacenza, da qualche decennio soffre di un certo isolamento e ha conosciuto lo spopolamento tipico di molti comuni della nostra montagna. Tuttavia la sua importante posizione strategica, di comunicazione tra la Pianura Padana e il mare, ha fatto sì che attraverso il territorio di Ottone in tutte le epoche siano transitate civiltà diverse tra loro, che hanno lasciato tracce tuttora riconoscibili nel patrimonio culturale e artistico della zona e nella toponomastica. L'occupazione umana di questi luoghi  risale alla preistoria, come confermano i numerosi ritrovamenti risalenti all'età Neolitica, all'età del Bronzo ed all'età del Ferro ( le armille della vicina Val Boreca, alcune asce in bronzo e una caverna ossifera nei pressi di Rovegno dove sono stati trovati resti umani ). Numerose fin dall'età preistorica le mulattiere che mettevano in comunicazione, attraverso la vicina Val d'Aveto, la zona con il mare o con l'Etruria per potersi approvvigionare di stagno. In epoca successiva furono i Liguri ad occupare l'Ottonese, popolazione che pose strenua resistenza alla conquista da parte dei Romani, fornendo valido aiuto anche ai Cartaginesi nella loro marcia verso Roma. Del passaggio di Annibale possiamo ritrovare alcune tracce nella toponomastica: il nome di Tartago , piccolo paese della Val Boreca, che ricalcherebbe Chartago,il nome latino di Cartagine, o il paese Barchi chiamato così in onore di Annibale Barca. Il Cristianesimo si diffuse nell'alta Val Trebbia in conseguenza dell'evangelizzazione del piacentino e l'opera di San Colombano ne rafforzò la diffusione. Il monastero di Bobbio estese i propri domini su Ottone fino a che i Malaspina ottennero da Federico Barbarossa  gran parte del territorio dell'alta Val Trebbia in cambio dei loro servigi. Nascono così i castelli di Ottone (1200), di Croce e di Oneto che conservano la loro importanza fino all' '800. In seguito il dominio della valle fu esercitato dai Fieschi, dai Doria ( a ricordo dei quali rimane il famoso mulino a doppia ruota sul fiume Trebbia) e da molte altre famiglie nobiliari. Quando il Feudalesimo decade , nel XVIII sec.,  in Val Trebbia subentra il potere dei ricchi borghesi genovesi, desiderosi di titoli nobiliari e di terre. Nel periodo napoleonico Ottone passò sotto il dominio della Repubblica Ligure, in seguito fece parte del Regno di Sardegna e dal 1861 ha condiviso la sorte del resto del paese.