San Marziano
La chiesa parrocchiale di S. Marziano, sorta probabilmente sulla chiesetta primitiva, risale ad un periodo collocabile tra la fine del XVII sec. e l'inizio del XVIII sec.
Si trova quasi a metà della Via Ligure ed è abbracciata strettamente al paese.
La realizzazione ha visto un forte contributo da parte della famiglia feudale Doria che inviò da Genova attrezzatura e tecnici.
E' una bella chiesa in fine barocchetto ligure, con stucchi in oro zecchino.
Centro di particolare devozione è l'altare della Vergine della Salute.
La festa solenne in onore della Madonna della Salute ebbe inizio nel 1840 mentre era Arciprete Don Ghirardelli Domenico e, col passare del tempo, assunse sempre maggiore importanza.
IL portale è sormontato da una nicchia contenente la statua del santo ed una finestra rettangolare nell'ordine superiore.
La chiesa è arricchita da un fonte battesimale artistico: si tratta di una coppa di marmo pregiato e ricoperto da cupola in rame.
L'altare maggiore è di particolare interesse artistico. Ha tre piani profilati da ampie volute ed è stato realizzato in marmi preziosi.
La balaustra in marmo, presenta robusti pilastrini poggianti su alta base, alternati a pilastri di sostegno a base rettangolari.
A sovrastare l'altare maggiore vi è Gesù in croce, in legno intagliato, dorato e dipinto.
IL coro, opera di alto livello, presenta una raffinata decorazione lignea con festoni alla sommità.
E' stato realizzato dallo scultore genovese M. Podestà e necessita di restauro.
Lungo le pareti troviamo statue di gesso dei quattro evangelisti e S. Paolo;
il soffitto è decorato con affreschi dedicati alla gloria di San Marziano e al trionfo di Cristo Re.
Ai lati del presbitero, le cui balaustre risalgono al 1758, troviamo due immagini racchiuse in cornici di stucco dorato che rappresentano il Beato Giuliano Eymard e San Vincenzo Ferreri dipinti dal pittore Francesco Tagliafichi che dipinse anche il martirio di San Marziano collocato al centro dell'altare maggiore.
Altri medaglioni in stucco dorato risalenti al 1776 circa e rappresentano le effigi dei santi; quelli riguardanti la Via Crucis sono stati attribuiti alla scuola di H. Geernaerth.

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