San Bartolomeo
La chiesa di San Bartolomeo è posta in alto, in una suggestiva posizione che domina la vallata.
E’ tradizione molto radicata che il primitivo borgo di Ottone fosse intorno a questa chiesa e che, per il successivo avvallamento gli abitanti si siano trasferiti nell’attuale paese e a Ottone Soprano.
Accanto alla piccola basilica si trova il cimitero.
E’ importante sottolineare che anticamente, in Val Trebbia i luoghi deputati a sepoltura erano pochi: tra questi San Bartolomeo che prende il nome dall’apostolo che per il particolare martirio a cui è stato sottoposto ben simboleggia la morte.
L’attuale complesso di San Bartolomeo è il risultato della fusione di tre precedenti chiese: una anteriore al mille, di cui non rimane traccia, una risalente al XIII secolo di architettura romanica, a tre navate, comprendente l’attuale torre campanaria e la terza del XVII secolo.
Fu sede antica e importante di cella monastica bobbiese e sede della primitiva pieve inclusa nella diocesi Tortonese dopo la disintegrazione del potere monastico in Val Trebbia.
La ricostruzione dell’ex chiesa plebana iniziò nel 1598 e i lavori procedettero a fasi alterne fino al 1933 con una prima ristrutturazione della facciata nel 1738; si cercò di ripristinare la primitiva architettura in stile romanico a tre navate lasciando intatto il pregevole campanile a torre mozza caratteristico dell’arte romanica.
Delle tre campane, che diffondevano il loro suono annunciando eventi lieti o tristi, la più grande è attualmente custodita nel museo e porta inciso l’anno di fusione e il nome del fonditore:
JOANNES DE PONTREMOLI DE FECIT
MCCCLXV
Le altre due vennero fuse a Borzoli(Genova) nel 1819.
La chiesa ha il pavimento in ardesia, l’interno è povero e scarsi sono gli oggetti e i paramenti.
Il piazzale, area antistante dell’antico cimitero, si presenta a suolo irregolare, con breve gradinata di accesso in arenaria.

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